Tesla nei guai, nuova indagine in corso: il rischio è serissimo

Grosso guaio per Tesla: un’azione formale della NHTSA punta i riflettori sulle nuove tecnologie. Ora rischia grosso.

Nelle ultime settimane la NHTSA ha avviato un’indagine formale su Tesla per verificare se le comunicazioni degli incidenti legati ai sistemi Autopilot e Full Self‑Driving siano arrivate nei tempi previsti dalla normativa, cinque giorni dall’evento, come richiesto dal quadro federale statunitense.

Tesla nei guai
Tesla nei guai, nuova indagine in corso -tvbiketreviso.it

Il caso si inserisce in un clima di controllo sempre più serrato sulla guida assistita, dove tempestività e trasparenza non sono dettagli burocratici, ma leve di sicurezza pubblica e fiducia degli utenti. Tesla, da parte sua, individua la causa in malfunzionamenti dei sistemi di raccolta dati, poi risolti, ma l’Autorità non si accontenta di spiegazioni sommarie e ha aperto una verifica approfondita.

Indagine NHTSA su Autopilot e FSD

L’inchiesta ruota attorno a presunti ritardi o omissioni nelle segnalazioni di incidenti riguardanti i sistemi di assistenza alla guida Tesla, con contestazioni su dossier inviati anche con mesi di scarto e, in diversi casi, in forma cumulativa, riducendo la possibilità di intervento puntuale dell’Autorità.

Tesla nei guai
Indagine NHTSA su Autopilot e FSD (shop4Tesla) tvbiketreviso.it

Il regolatore ha avviato un’Audit Query, un accertamento a raggio largo per misurare la reale portata delle irregolarità e scovare eventuali eventi non ancora dichiarati, segnale di una fiducia istituzionale scesa ai minimi dopo precedenti controversie sul trattamento dei dati.

Tesla attribuisce i ritardi a un malfunzionamento dei sistemi di raccolta e invio informazioni — problema dichiarato come risolto — ma gli ispettori vogliono capire se si tratti di disguidi tecnici o di una strategia per contenere l’impatto regolatorio e mediatico.

Il confronto col mercato pesa: risultano comunicati oltre 2.300 incidenti riconducibili ai sistemi di livello 2 Tesla, contro i 55 casi associati a SuperCruise di General Motors, dato che riflette anche la maggiore diffusione e complessità dell’ecosistema della casa californiana.

La trasparenza torna al centro: in passato Tesla aveva rivendicato la tutela della riservatezza commerciale su alcune informazioni, ma oggi l’attenzione è sulla qualità e sulla sincronizzazione delle segnalazioni, cardini per la sicurezza su strada.

Nel frattempo, le Autorità statunitensi intensificano il monitoraggio dell’ADAS, consapevoli che ogni episodio non trasmesso correttamente può incidere su decisioni correttive, richiami e linee guida operative per la comunità automobilistica.

Il caso si colloca dentro una fase di scrutinio generale dei sistemi di guida assistita: all’azienda è riconosciuto il ruolo di acceleratore tecnologico, ma cresce la richiesta di procedure più chiare e verificabili, senza scorciatoie.

La partita si gioca sui tempi e sui modi della segnalazione incidenti: rispettare la legge diventa condizione per sostenere la fiducia degli utenti e mantenere in carreggiata la transizione verso funzioni sempre più avanzate.

Per il settore, l’esito dell’indagine farà scuola: definirà standard di accountability che impatteranno prassi interne, reportistica e dialogo con i regolatori, in un ecosistema dove software, dati e sicurezza viaggiano ormai sullo stesso binario.

Gestione cookie